Aspetti generali

L’attività del Gruppo Banca IFIS si sostanzia prevalentemente nell’acquisto dei crediti d’impresa e si caratterizza per l’assunzione diretta di rischio derivante dalla concessione di finanziamenti e anticipazioni, nonché di eventuale garanzia, sui crediti commerciali a favore prevalentemente delle piccole-medie imprese, in attuazione delle strategie di sviluppo definite e perseguite dal Gruppo. In considerazione della particolare attività svolta, il rischio di credito configura l’aspetto più rilevante della rischiosità complessiva assunta. Il mantenimento di un’efficace gestione del rischio di credito costituisce un obiettivo strategico per il Gruppo Banca IFIS ed è perseguito adottando strumenti e processi integrati al fine di assicurare una corretta gestione del credito in tutte le sue fasi (istruttoria, concessione, monitoraggio e gestione, intervento su crediti problematici). Nessuna modifica agli obiettivi e alle strategie sottostanti all’attività creditizia “tradizionale” è avvenuta nel corso dell’esercizio 2010.

A fronte di eventuali surplus di liquidità disponibile il Gruppo Banca IFIS effettua operazioni di deposito a brevissimo termine con controparti bancarie di elevato merito creditizio. In relazione alle caratteristiche delle controparti affidate, alla breve durata delle operazioni ed agli importi contenuti, il rischio di credito assunto a fronte di tali attività risulta essere particolarmente contenuto.

Nel corso del 2010 è proseguita l’attività di acquisto di titoli obbligazionari classificati sia tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (Available for Sale) sia tra i crediti verso banche (Loans and Receivables). Tali attività finanziarie, che in virtù della loro classificazione rientrano nel perimetro del banking book anche se al di fuori della tradizionale attività di impiego della Banca, sono fonte di rischio di credito. Tale rischio si configura nell’incapacità da parte dell’emittente di rimborsare a scadenza in tutto o in parte le obbligazioni sottoscritte. I titoli acquisiti dal Gruppo Banca IFIS sono peraltro costituiti quasi esclusivamente da titoli di stato italiani e obbligazioni bancarie appartenenti alla categoria investment grade, eligible, con durata media del portafoglio complessivo inferiore a diciotto mesi e durata massima per singola attività di poco inferiore a cinque anni.

L’attività di acquisto di titoli obbligazionari non configura una modifica dell’orientamento strategico del Gruppo, ma risponde ad esigenze di tutela dal rischio di liquidità derivante dalla potenziale volatilità della raccolta on line introdotta con il prodotto Rendimax e dalla potenziale instabilità osservata sul mercato interbancario tradizionale negli ultimi esercizi. La costituzione di un portafoglio di attività prontamente liquidabili risponde inoltre all’opportunità di anticipare l’evoluzione tendenziale della normativa prudenziale in relazione al governo e gestione del rischio di liquidità (Basilea 3).

Non è posta in essere dal Gruppo alcuna attività in prodotti derivati su crediti.

Politiche di gestione del rischio di credito

Aspetti organizzativi

Il rischio di credito è generato come conseguenza diretta del finanziamento alle imprese clienti e dell’eventuale concessione da parte del Gruppo di garanzie contro l’insolvenza del debitore ceduto. La sua gestione avviene in due momenti distinti del processo del credito: nella fase di valutazione iniziale dell’operazione ed, in caso di conclusione della stessa con esito positivo, nel corso di tutto il perdurare del rapporto con le controparti cedente-debitore. Al fine di elevare la qualità creditizia del proprio portafoglio crediti, il Gruppo Banca IFIS ha ritenuto opportuno concentrare tutte le fasi relative all’assunzione e al controllo del rischio presso la Direzione Generale della Banca ottenendo così, mediante la specializzazione delle risorse e la separazione delle funzioni a ogni livello decisionale, un’elevata omogeneità nella concessione del credito e un forte monitoraggio delle singole posizioni. Ciò resta vero anche con riferimento alla controllata IFIS Finance, le cui decisioni sono assunte nell’ambito del perimetro operativo ed organizzativo definito dalla Capogruppo Banca IFIS.

Nella prima fase del processo di gestione del rischio, la struttura organizzativa preposta ha il compito di valutare il merito creditizio delle controparti cedente e debitore, la natura del rapporto commerciale che li lega e la qualità del credito oggetto di cessione. Un sistema di deleghe e poteri deliberativi a più livelli attribuisce agli analisti di maggiore esperienza la facoltà di assumere rischi progressivamente crescenti, ma per importi che restano comunque contenuti. Rischi di importo maggiore possono essere assunti dai responsabili di servizio e di area. Per importi più elevati i poteri sono esclusivamente attribuiti al Direttore Generale, all’Amministratore Delegato, al Comitato Fidi ed infine al Consiglio di Amministrazione.

Le Filiali della Banca non hanno autonomia deliberativa nell’assunzione del rischio di credito. Ad esse compete lo sviluppo del business sul territorio e la gestione delle relazioni con la clientela. In tale contesto viene attribuita alle Filiali, nei limiti e con le modalità stabilite in delibera da parte degli organi competenti di Direzione, l’erogazione delle anticipazioni nell’ambito dell’ordinaria operatività dei rapporti con la clientela sotto il costante monitoraggio delle strutture di Direzione Generale.

Per quanto riguarda i rischi di credito in ottica di Gruppo, IFIS Finance svolge la propria attività all’interno delle indicazioni strategiche e delle politiche di rischio definite dalla Capogruppo Banca IFIS.

Risorse qualificate e specializzate seguono l’evoluzione del rapporto sotto i diversi aspetti: dalle cessioni alle anticipazioni, dalla gestione amministrativa del credito agli incassi, dalla rilevazione degli eventuali segnali di anomalia alla verifica e definizione delle iniziative più opportune per il recupero del credito, anche con l’eventuale supporto dell’Area Legale.

Il Gruppo Banca IFIS pone particolare attenzione alla concentrazione del rischio di credito. Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS ha impegnato l’Alta Direzione ad agire in funzione di un contenimento dei grandi rischi. In linea con le indicazioni del Consiglio sono sottoposti a monitoraggio in via sistematica anche le posizioni a rischio che, pur non raggiungendo il 10% del patrimonio di vigilanza, impegnano il Gruppo in misura rilevante.

Sistemi di gestione, misurazione e controllo

La procedura operativa del Gruppo Banca IFIS che regola il processo del credito richiede espressamente una valutazione puntuale ed analitica di tutte le controparti coinvolte nel rapporto di factoring, sia sul lato cliente-cedente che debitore.

Non rientra nell’operatività del Gruppo l’assunzione di rischio di credito su basi statistiche.

Il rischio di credito è presidiato nel continuo con l’ausilio di procedure e strumenti che consentono una tempestiva individuazione delle posizioni che presentano particolari anomalie.

Il principale strumento di valutazione e monitoraggio è il SIR (Sistema di Internal Rating). In fase di valutazione il SIR permette agli analisti di:

  • attribuire a cedenti e debitori uno standing creditizio e un rating di controparte;

  • individuare con immediatezza il rischio espresso dalle singole operazioni di anticipazione o finanziamento;

  • definire per ogni classe di rischio un adeguato pricing fin dalla fase di analisi commerciale della fattibilità dell’operazione.

Superata con esito positivo la fase di valutazione, il SIR, alimentato nel continuo da banche dati selezionate, permette di monitorare il rischio di credito connesso alle controparti acquisite.

Protesti, pregiudizievoli o segnalazioni di sofferenza rappresentano fenomeni che inducono a blocchi automatici dell’operatività. L’analisi che ne consegue è finalizzata a valutare la gravità delle anomalie, l’eventuale temporaneità delle difficoltà riscontrate e quindi a decidere se proseguire il rapporto oppure rientrare dalle esposizioni segnalate.

Allo stato attuale, in relazione alla tipicità di alcune banche dati utilizzate (Centrale dei Rischi, protesti e pregiudizievoli, ecc.), il SIR è pienamente operativo, sia nella fase di valutazione che di monitoraggio, per le controparti domestiche o comunque con sedi italiane. Per le altre controparti viene utilizzato in sede di valutazione solamente il modulo di analisi bilancio e, se la controparte ha rapporti con altre banche italiane, il modulo Centrale Rischi.

In relazione al rischio di credito connesso al portafoglio titoli obbligazionari, ricordando che esso è costituito quasi esclusivamente da titoli di stato italiani ed obbligazioni bancarie investment grade di durata contenuta, il Gruppo Banca IFIS è costantemente impegnato nel monitoraggio della qualità creditizia degli emittenti dei titoli detenuti. La composizione del portafoglio titoli obbligazionari è oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione ed all’Alta Direzione della Banca predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali.

Nell’ambito dei principi Basilea 2 per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di credito di primo pilastro, la Banca ha scelto di avvalersi del Metodo Standardizzato.

Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Qualora la tipologia e/o qualità del credito ceduto non risultino pienamente soddisfacenti o, più in generale, il cliente cedente non risulti di merito creditizio sufficiente, è prassi consolidata, a maggior tutela del rischio di credito assunto dal Gruppo nei confronti del cliente cedente, acquisire garanzie fideiussorie aggiuntive da parte di soci o amministratori dei clienti cedenti.

Per quanto riguarda i debitori ceduti, ove si ritiene che gli elementi di valutazione disponibili sul debitore ceduto non siano adeguati per una corretta valutazione/assunzione del rischio di credito connesso alla controparte debitrice, o piuttosto che l’ammontare di rischio proposto superi i limiti individuati nella valutazione della controparte, si acquisisce idonea copertura dal rischio di default del debitore ceduto. La copertura prevalentemente utilizzata su debitori ceduti esteri con operatività pro soluto è realizzata attraverso garanzie rilasciate da factors corrispondenti e/o polizze assicurative sottoscritte con operatori specializzati.

Attività finanziarie deteriorate

L’operatività della relazione con la clientela è costantemente monitorata dai competenti uffici di Direzione, sia sulla base delle evidenze andamentali del rapporto sia degli strumenti di monitoraggio attivati sulle controparti a rischio (Centrale dei Rischi, protesti, pregiudizievoli ecc.). In caso di anomalie andamentali e/o elementi pregiudizievoli sulla controparte il rapporto viene posto in osservazione e la gestione della relazione da parte della Filiale è posta sotto la diretta supervisione dell’Area Gestione Crediti della Direzione, fino al superamento degli elementi di anomalia riscontrati.

In caso di deterioramento della situazione e/o di criticità più marcate i rapporti passano sotto la gestione diretta dell’Area Gestione Crediti, con l’eventuale supporto dell’Area Legale finalizzata, sulla base delle dovute valutazioni di merito e di opportunità, al mantenimento della posizione fino a superamento delle criticità, o al rientro della posizione. Sulla base degli elementi di giudizio disponibili viene inoltre valutata l’eventuale classificazione della controparte a incaglio o sofferenza.

La gestione delle posizioni deteriorate, siano esse incagli o sofferenze, è di norma affidata all’Area Legale che provvede alla messa in atto delle attività ritenute più idonee per la tutela e il recupero del credito, con reporting periodico all’Alta Direzione ed al Consiglio di Amministrazione. Ove si riscontri la possibilità di una positiva soluzione delle difficoltà evidenziate dal cedente e/o debitore con adeguate tutele del rischio di credito per la Banca, la posizione può essere ristrutturata e riaffidata all’Area Gestione Crediti per monitorarne il regolare decorso.

Le valutazioni sulle rettifiche di valore, su proposta della funzione Legale, sono effettuate dall’Alta Direzione e sottoposte al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione.

Processo omologo viene attivato, in linea di principio, anche a livello di Gruppo, anche se è opportuno tenere conto della presenza marginale di attività deteriorate con riferimento alla società controllata.