Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

L’assunzione di rischi di tasso d’interesse significativi è in linea di principio estranea alla gestione del Gruppo, che si approvvigiona prevalentemente con depositi interbancari e della clientela retail sul conto corrente Rendimax. Le operazioni di raccolta interbancaria sono prevalentemente a tasso fisso di brevissima durata e solo per una quota residuale su scadenze più lunghe ma a tassi perlopiù variabili ed indicizzati. I depositi della clientela sul conto corrente Rendimax sono a tasso fisso, sia per la componente a vista che vincolata, comunque rivedibile unilateralmente da parte della Banca. Gli impieghi sulla clientela sono prevalentemente a revoca e a tasso variabile. I tassi d’interesse applicati alla clientela sono di norma indicizzati (prevalentemente al tasso euribor a tre mesi) con adeguamento automatico all’andamento del costo del denaro. Negli altri casi i tassi d’interesse sono comunque modificabili unilateralmente dalla Banca nell’ambito e nel rispetto delle normative di riferimento. Il portafoglio titoli obbligazionari è composto per una quota pari a circa la metà da titoli con rendimenti indicizzati a tassi di mercato. La parte residua è composta da titoli a tasso fisso a breve scadenza. La durata media finanziaria del portafoglio complessivo si attesta su valori di poco inferiori a sei mesi.

L’assunzione del rischio di tasso connesso all’attività di raccolta effettuata dalla Tesoreria avviene nel rispetto delle politiche e dei limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione, ed è disciplinata da precise deleghe in materia che fissano limiti di autonomia per i soggetti autorizzati ad operare nell’ambito della Tesoreria della Banca.

Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta gestione del rischio di tasso sono la Tesoreria, che si occupa della gestione diretta della raccolta, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento delle masse attive e passive in relazione ai limiti prefissati, e l’Alta Direzione cui spetta il compito, nello specifico, di proporre annualmente al Consiglio della Banca le politiche di impiego e raccolta e di gestione del rischio di tasso, nonché suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in coerenza con le politiche di rischio approvate dalla Banca.

Nell’ambito dell’operatività corrente l’Alta Direzione, sulla base delle indicazioni sulla raccolta provenienti dalla Tesoreria, delle aspettative sui tassi d’interesse e dalle valutazioni sullo sviluppo degli impieghi, fornisce alla Tesoreria indicazioni di utilizzo delle linee di finanziamento disponibili, con particolare riferimento a quelle di durata superiore ai 3 mesi, al fine di cogliere le opportunità rappresentate dalle dinamiche di tasso sulle scadenze di brevissimo periodo e monitorare l’andamento del rischio di tasso connesso al fisiologico mismatching tra masse attive e passive, pur di brevissimo periodo.

Con l’obiettivo di monitorare il rischio di tasso l’Alta Direzione riceve un report giornaliero sintetico della complessiva posizione di tesoreria. La posizione di rischio di tasso è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca nell’ambito del Tableau de Bord trimestrale predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali. Il Sistema Integrato di Tesoreria e Risk Management (SIT) fornisce inoltre strumenti di valutazione e monitoraggio delle principali poste attive e passive interest rate sensitive.

Con riferimento al Resoconto ICAAP relativo all’esercizio 2009 ed inviato all’Organo di Vigilanza nel mese di aprile 2010, il Rischio di Tasso di Interesse trova collocazione tra i rischi di secondo pilastro. Nel documento finale inoltrato all’Organo di Vigilanza, ai sensi della disciplina di riferimento (Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 – Titolo III, Capitolo 1, Allegato C), il Rischio di Tasso d’Interesse è stato oggetto di specifica misurazione in termini di assorbimento patrimoniale. Il valore dell’indice di rischio così determinato ha confermato l’estraneità dell’Istituto in relazione all’assunzione di tale rischio: a fronte di una soglia di attenzione pari al 20% del Patrimonio di Vigilanza, per il Gruppo Banca IFIS l’indicatore si è collocato al 31 dicembre 2009 allo 0,37%.

Non sono utilizzati strumenti di copertura, in considerazione dell’esiguità del rischio assunto.

Relativamente al rischio di prezzo, il Gruppo, esplicando la propria attività in maniera pressoché esclusiva nel comparto del finanziamento del capitale circolante delle piccole e medie imprese, non assume, di norma, rischi di oscillazione di prezzo su strumenti finanziari.

In relazione ai titoli obbligazionari detenuti nell’esercizio, la classificazione della maggior parte dei titoli tra gli Available for Sale introduce il rischio di oscillazione delle riserve patrimoniali del Gruppo come conseguenza della variazione del fair value dei titoli, comunque relativamente contenuta dato l’elevato standing creditizio degli emittenti e la ridotta durata media finanziaria del portafoglio complessivo.

Il monitoraggio del rischio di prezzo assunto dal Gruppo nell’ambito della propria attività, rientra tra le competenze della funzione di Risk Management. Il Sistema Integrato di Tesoreria e Risk Management (SIT), divenuto il principale strumento di monitoraggio e valutazione delle attività connesse alla tesoreria dell’Istituto, fornisce adeguati strumenti di valutazione del rischio di prezzo. In particolare, il SIT consente anche di:

  • Gestire le attività tradizionali della Tesoreria (titoli, cambi, money market, derivati);

  • Misurare e controllare l’esposizione alle singole tipologie di rischio di mercato;

  • Fissare e monitorare con continuità eventuali limiti assegnati alle diverse funzioni operative;

  • Valutare la performance delle diverse aree e confrontarle con un benchmark di riferimento.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

Valuta di denominazione: Euro

Tipologia/Durata residua

a vista

fino a 3 mesi

da oltre 3 mesi fino a 6 mesi

da oltre 6 mesi fino a 1 anno

da oltre 1 anno fino a 5 anni

da oltre 5 anni fino a 10 anni

oltre 10 anni

Durata indeterminata

1. Attività per cassa

281.557

1.082.081

217.218

74.508

47.292

6.861

5

-

1.1 Titoli di debito

-

360.067

104.310

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

-

-

-

-

-

-

-

-

- altri

-

360.067

104.310

-

-

-

-

-

1.2 Finanziamenti a banche

101.366

30.127

-

-

-

-

-

-

1.3 Finanziamenti a clientela

180.191

691.887

112.908

74.508

47.292

6.861

5

-

- c/c

82.025

30

-

-

-

-

-

-

- altri finanziamenti

-

-

-

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

22.075

16.885

-

-

-

-

-

-

- altri

76.091

674.972

112.908

74.508

47.292

6.861

5

-

2. Passività per cassa

964.662

742.880

189.086

159.411

-

-

-

-

2.1 Debiti verso clientela

892.583

432.337

169.086

159.411

-

-

-

-

- c/c

570.493

402.737

169.086

159.411

-

-

-

-

- altri debiti

-

-

-

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

-

-

-

-

-

-

-

-

- altri

322.090

29.600

-

-

-

-

-

-

2.2 Debiti verso banche

72.079

310.543

20.000

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-

-

-

-

- c/c

72.079

-

-

-

-

-

-

-

- altri debiti

-

310.543

20.000

-

-

-

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2.3 Titoli di debito

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-

-

-

-

-

-

-

- con opzione di rimborso anticipato

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-

-

-

-

-

-

-

- altri

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-

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-

-

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2.4 Altre passività

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-

- con opzione di rimborso anticipato

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-

-

- altre

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3. Derivati finanziari

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3.1 Con titolo sottostante

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- Opzioni

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+ posizioni lunghe

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+ posizioni corte

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- Altri

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-

 

+ posizioni lunghe

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+ posizioni corte

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3.2 Senza titolo sottostante

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- Opzioni

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+ posizioni lunghe

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-

+ posizioni corte

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-

- Altri

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+ posizioni lunghe

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+ posizioni corte

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