A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è rappresentato dalla possibilità che il Gruppo non riesca a mantenere i propri impegni di pagamento a causa dell’incapacità di reperire fondi o dell’incapacità di cedere attività sul mercato per far fronte allo sbilancio finanziario. Rappresenta altresì rischio di liquidità l’incapacità di reperire nuove risorse finanziarie adeguate, in termini di ammontare e di costo, rispetto alle necessità/opportunità operative, che costringa il Gruppo a rallentare o fermare lo sviluppo dell’attività, o sostenere costi di raccolta eccessivi per fronteggiare i propri impegni, con impatti negativi significativi sulla marginalità della propria attività.

Le fonti finanziarie sono rappresentate dal patrimonio, dalla raccolta presso la clientela (in particolare con il deposito on-line Rendimax), dalla raccolta effettuata sul mercato interbancario domestico ed internazionale. In considerazione della composizione dell’attivo del Gruppo, della tipologia di attività svolta e delle strategie definite dal Consiglio di Amministrazione che limitano l’operatività ai crediti commerciali di breve o brevissima durata (di norma non superiori a 6 mesi con l’eccezione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione che possono presentare tempi medi di incasso di norma fino a 12 mesi) il rischio di liquidità per il Gruppo Banca IFIS non rappresenta, in condizioni fisiologiche dei mercati finanziari, elemento di particolare criticità. Peraltro anche nel corso dell’esercizio 2010, caratterizzato dal perdurare di situazioni di tensione sui mercati finanziari, il Gruppo ha continuato ad operare senza impatti negativi significativi.

Grazie all’ampiezza e diversificazione delle relazioni interbancarie con controparti nazionali ed estere, al programma di cartolarizzazione che ha permesso la generazione di titoli stanziabili presso l’Eurosistema e conferibili nel MIC (Mercato Interbancario Collateralizzato), alla risposta del mercato ampiamente positiva in relazione alla nuova forma di raccolta on-line (Rendimax), alla costituzione del portafoglio titoli obbligazionari eligible presso la BCE o conferibili nel MIC o utilizzabili in operazioni di Pronti Contro Termine di finanziamento, nonché alla tipologia e qualità dei suoi attivi, il Gruppo Banca IFIS ha sempre reperito risorse finanziarie ampiamente dimensionate alle proprie esigenze, ancorché con un costo in marginale incremento. Nel periodo la Banca ha mantenuto una politica finanziaria particolarmente prudente finalizzata a privilegiare la stabilità della provvista, approvvigionandosi di risorse finanziarie a volte eccedenti rispetto alle immediate esigenze operative, presentandosi stabilmente datrice sui mercati interbancari, pur su scadenze brevissime. Tale politica, che in relazione al differenziale di tasso tra raccolta e impiego interbancario sacrifica l’efficienza economica della gestione di tesoreria a vantaggio della certezza e stabilità della liquidità, trova adeguato sostegno nella marginalità che il Gruppo ritrae dalla propria attività.

Allo stato attuale le risorse finanziarie disponibili sono ampiamente adeguate ai volumi di attività attuali e prospettici. Il Gruppo è comunque costantemente impegnato nell’armonico sviluppo delle proprie risorse finanziarie, sia dal punto di vista dimensionale che dei costi.

Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta applicazione della politica di liquidità sono la Tesoreria, che si occupa della gestione diretta della liquidità, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento in relazione ai limiti prefissati, e supportare l’attività dell’Alta Direzione cui spetta il compito, nello specifico, di proporre annualmente al Consiglio della Banca le politiche di funding e di gestione del rischio liquidità e suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in piena coerenza con le politiche di rischio approvate.

Più in particolare, nell’ambito dell’operatività corrente l’Alta Direzione, sulla base delle indicazioni provenienti dalla Tesoreria nonché dalle valutazioni sullo sviluppo degli impieghi, stabilisce le politiche di assunzioni di linee di finanziamento di durata superiore ai 3 mesi, al fine di supportare l’ordinaria attività di tesoreria di breve-brevissimo termine e di gestire e monitorare l’andamento del rischio di liquidità.

In considerazione della particolare congiuntura dei mercati finanziari, la Banca si è dotata di un modello di analisi e monitoraggio delle posizioni di liquidità attuale e prospettica quale ulteriore strumento di sistematico supporto alle decisioni dell’Alta Direzione e del Consiglio di Amministrazione della Banca in tema di liquidità. I risultati dei rilievi periodici sono oggetto di sistematica informativa diretta all’Organo di Vigilanza sia con riferimento ad ipotesi di regolare funzionamento dei mercati finanziari che in particolari situazioni di stress. In conformità alle disposizioni di vigilanza la Banca è altresì dotata di un piano di emergenza (Contingency Funding Plan) al fine di salvaguardare il Gruppo bancario da danni o pericoli derivanti da una eventuale crisi di liquidità e garantire la continuità operativa aziendale anche in condizioni di grave emergenza derivante dagli assetti interni e/o dalla situazione dei mercati.

La posizione di rischio di liquidità è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali.

Con riferimento alle partecipate, l’attività di Tesoreria di IFIS Finance è coordinata, all’interno delle politiche di Gruppo, dalla tesoreria di Banca IFIS. Ove necessario, naturalmente, la Banca può intervenire direttamente a favore della controllata.