11.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

 

31.12.2010

31.12.2009

A. Esistenze iniziali

1.055

1.057

B. Aumenti

40

96

B.1 Accantonamento dell'esercizio

35

26

B.2 Altre variazioni

5

70

C. Diminuzioni

35

98

C.1 Liquidazioni effettuate

31

95

C.2 Altre variazioni

4

3

D. Rimanenze finali

1.060

1.055

Totale

1.060

1.055

Le altre variazioni in aumento rappresentano l’effetto dell’attualizzazione del fondo maturato sino al 31 dicembre 2006 e rimasto in azienda.

Le liquidazioni effettuate rappresentano invece i benefici pagati ai dipendenti nell’esercizio.

11.2 Altre informazioni

I principi contabili IAS/IFRS prevedono che le passività a carico dell’impresa, per le indennità che saranno riconosciute ai dipendenti al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, quali il trattamento di fine rapporto, siano stanziate in bilancio sulla base di una valutazione attuariale dell’ammontare che sarà riconosciuto alla data di maturazione.

In particolare, tale accantonamento deve tenere conto dell’ammontare già maturato alla data di bilancio, proiettandolo nel futuro per stimare l’ammontare da pagare al momento della risoluzione del rapporto di lavoro. Tale somma viene in seguito attualizzata per tenere conto del tempo che trascorrerà prima dell’effettivo pagamento.

A seguito dell’entrata in vigore della Legge Finanziaria 2007, che ha anticipato all’1 gennaio 2007 la riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dall’1 gennaio 2007 devono, a scelta del dipendente, essere destinate a forme di previdenza complementare ovvero essere mantenute in azienda ed essere trasferite da parte di quest’ultima ad un apposito fondo gestito dall’INPS.

L’entrata in vigore della suddetta riforma ha comportato una modifica del trattamento contabile del TFR sia con riferimento alle quote maturate sino al 31 dicembre 2006, sia con riferimento alle quote maturande dall’1 gennaio 2007.

In particolare:

- le quote del trattamento di fine rapporto del personale maturande dall’1 gennaio 2007 configurano un “piano a contribuzione definita” sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l’INPS. L’importo delle quote deve, pertanto, essere determinato sulla base dei contributi dovuti senza l’applicazione di metodologie di calcolo attuariali;

- il trattamento di fine rapporto del personale maturato al 31 dicembre 2006 continua ad essere considerato come “piano a benefici definiti” con la conseguente necessità di continuare ad effettuare una valutazione attuariale che tuttavia, rispetto alla metodologia di calcolo applicata sino al 31 dicembre 2006, non comporta più l’attribuzione proporzionale del beneficio al periodo di lavoro prestato. Ciò in quanto l’attività lavorativa da valutare si considera interamente maturata per effetto della modifica della natura contabile delle quote che maturano a partire dall’1 gennaio 2007.