Il Gruppo Banca IFIS, ritenendo che non ve ne siano i presupposti, non ha effettuato accantonamenti per rischi ed oneri a seguito dei fatti di seguito descritti.

  • Si è concluso con il giudizio espresso dalla Corte di Cassazione in data 29 settembre 2010 il contenzioso in corso con l’Amministrazione Finanziaria relativo all’ex partecipata Intesa Lariana S.r.l.. Gli oneri relativi sono stati iscritti a conto economico. La Banca, supportata nel giudizio dal parere di un primario studio di consulenza fiscale e legale ritiene di non avere altri oneri correlati alla vicenda;

  • In data 25 luglio 2008 ha avuto inizio un controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Veneto per l’anno d’imposta 2005. Tale controllo si è concluso in data 5 dicembre 2008 con il rilascio del processo verbale di constatazione, dal quale sono emersi due rilievi, entrambi collegati alla corretta determinazione del plafond di deducibilità dei crediti ex articolo 106, terzo comma, del DPR 917/86, per complessivi euro 1.447 mila. Peraltro, considerato che il meccanismo del plafond pone dei limiti alla deducibilità delle svalutazioni su crediti e che l’eccedenza (derivante dal raffronto tra plafond e svalutazioni nette effettuate) è deducibile per quote costanti nei diciotto esercizi successivi, l’applicazione del criterio indicato nel citato processo verbale di constatazione comporterebbe un beneficio fiscale per la Banca per gli esercizi successivi al 2005. In data 21 giugno 2010 Banca IFIS ha ricevuto Avviso di Accertamento in rettifica in merito ai due rilievi indicati con una maggiore imposta dovuta per l’anno 2005 pari a circa euro 478 mila più interessi e sanzioni. Nel processo verbale di constatazione sopra citato è stata inoltre stata fatta una segnalazione relativamente ad una presunta operazione elusiva di cui all’articolo 37-bis del D.P.R. 600/73 afferente la svalutazione, effettuata nell’anno 2003, della partecipazione in Immobiliare Marocco S.p.A. (società fusa per incorporazione nell'Emittente con atto del 19 ottobre 2009), dedotta in quinti negli esercizi successivi sulla base delle perdite rilevate da tale società ai sensi degli articoli 61 e 66 del D.P.R. 917/86 (in vigore fino al 31 dicembre 2003). In data 2 febbraio 2009 è stato notificato un avviso da parte dell’Agenzia che ha richiesto di produrre chiarimenti in merito all’operazione di svalutazione, a cui la Banca ha prontamente risposto. Sempre con riferimento alla segnalazione relativa alla presunta operazione elusiva, in data 3 dicembre 2009 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’anno 2004 in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2004 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73 per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni. Inoltre, in data 21 giugno 2010 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’annualità successiva, in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2005 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73 per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni. Lo stesso avviso di accertamento, per l’annualità 2005, recuperava a tassazione la quota relativa alla rideterminazione del plafond di deducibilità delle perdite su crediti come sopra descritto per complessivi euro 1.447 mila. Successivamente, entro la chiusura dell’esercizio 2010 è giunta alla banca comunicazione di annullamento in autotutela per gli avvisi di accertamento emessi sull’annualità 2005. Allo stato attuale non vi sono più notizie in merito a tali avvisi per le cui annualità risulterebbero scaduti i termini di accertamento al 31 dicembre 2010.In merito all’ avviso di accertamento per l’annualità 2004 la Banca ha provveduto ad attivare i propri consulenti al fine di predisporre il ricorso entro i termini previsti dalla legge. In data 22 febbraio 2011 si è discusso il ricorso relativo all’annualità 2004 avanti la commissione tributaria provinciale di primo grado di Venezia.Alla data di redazione della presente Nota non è ancora stata emessa la sentenza.La Banca, confortata dal parere del proprio consulente fiscale, giudica totalmente infondate le pretese avanzate dell’Agenzia dell’Entrate, in quanto si ritiene sia stata pienamente applicata la normativa vigente all’epoca della contestazione dei fatti in oggetto e anche alla luce dei recenti interventi del legislatore tributario aventi ad oggetto la disciplina fiscale per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali.La Banca non ritiene pertanto probabile tale passività potenziale.