Il risultato netto della gestione finanziaria del Gruppo è risultato pari a 69.986 mila euro contro 60.592 mila euro al 31 dicembre 2009, con un incremento del 15,5%. Il buon risultato raggiunto conferma che la marginalità richiesta alla clientela, anche in un periodo di forte crisi economica e finanziaria, sostiene adeguatamente l’aumentato rischio insito negli impieghi.

FORMAZIONE DEL RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA

(in migliaia di euro)

ESERCIZIO

VARIAZIONE

31.12.2010

 

31.12.2009

 

ASSOLUTA

%

 

 

Margine di intermediazione

94.430

80.810

13.620

16,9%

Rettifiche di valore nette per deterioramento di:

 

Crediti

(24.209)

(20.218)

(3.991)

19,7%

attività finanziarie disponibili per la vendita

(235)

-

(235)

n.a.

Risultato netto della gestione finanziaria

69.986

 

60.592

 

9.394

15,5%

Il margine di intermediazione passa da 80.810 mila euro a 94.430 mila euro, con un incremento del 16,9%. La composizione del margine di intermediazione è determinata per il 70,8% dal margine commissioni, per il 28,9% dal margine di interesse e per lo 0,3% da altre componenti. Lo sviluppo di prodotti caratterizzati da una rilevante componente di servizio, il cui corrispettivo è rappresentato unicamente dalle commissioni attive (senza cioè distinta liquidazione di interessi attivi), comporta un’accentuata volatilità tra margine interessi e margine commissioni, tanto da rendere poco significativi i confronti tra periodi. Si riporta comunque nel seguito l’analisi di dettaglio per completezza informativa.

MARGINE DI INTERMEDIAZIONE

(in migliaia di euro)

ESERCIZIO

VARIAZIONE

31.12.2010

 

31.12.2009

 

ASSOLUTA

%

 

 

Margine di interesse

27.293

22.171

5.122

23,1%

Commissioni nette

66.844

52.278

14.566

27,9%

Dividendi e proventi simili

17

17.325

(17.308)

(99,9)%

Risultato netto dell'attività di negoziazione

(218)

(16.880)

16.662

(98,7)%

Utile da cessione o riacquisto di crediti

-

2.243

(2.243)

(100,0)%

Utile da cessione o riacquisto di attività finanziarie

494

3.693

(3.199)

(86,6)%

Utile (perdita) da riacquisto di passività finanziarie

-

(20)

20

(100,0)%

Margine di intermediazione

94.430

 

80.810

 

13.620

16,9%

Il margine di interesse passa da 22.171 mila euro al 31 dicembre 2009 a 27.293 mila euro al 31 dicembre 2010 (+23,1%).

Tale incremento risulta condizionato, tra l’altro, dall’aumento dei tassi di mercato registrato nel corso del secondo semestre che ha sortito due effetti: da un lato ha consentito un aumento della redditività della clientela corporate; dall’altro, ha permesso di mitigare l’aumento del costo della raccolta retail, il quale non è direttamente ancorato ai tassi di mercato. Inoltre, ha influito positivamente il sempre maggiore contributo della redditività del portafoglio titoli (+78,2% rispetto al 31 dicembre 2009) generati dagli aumentati volumi dello stesso.

Tra gli interessi attivi sono iscritti interessi per ritardato pagamento ritenuti recuperabili per circa 4,5 milioni di euro, relativi ad alcune operazioni di acquisto a titolo definitivo di crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Si sottolinea inoltre che al 31 dicembre 2010 risultano maturati interessi di mora nei confronti della Pubblica Amministrazione pari a circa 3 milioni di euro su fatture già incassate e pari a circa 12 milioni su fatture non incassate. Tali importi, determinati sulla base della normativa vigente e del diritto contrattuale, non sono stati iscritti in bilancio in quanto ad oggi la Banca non dispone delle informazioni sufficienti per stimarne la recuperabilità.

Le commissioni nette hanno registrato una buona performance, con un incremento del 27,9% rispetto all’esercizio precedente. Tale risultato è dovuto sia all’aumento del numero dei clienti operativi (+6,4% rispetto al 31 dicembre 2009), sia alla maggior remunerazione del servizio di gestione e garanzia dei crediti offerto dal Gruppo, a causa della complessità di gestione, nonché per compensare l’aumento del rischio di credito.

Le commissioni attive, pari a 70.543 mila euro contro 56.070 mila euro alla fine del 2009, derivano principalmente da commissioni di factoring a valere sul turnover generato dai singoli clienti (in pro soluto o in pro solvendo, nella formula flat o mensile) nonché dagli altri corrispettivi usualmente richiesti alla clientela a fronte dei servizi prestati.

Le commissioni passive, pari a euro 3.699 mila, contro 3.792 mila euro al 31 dicembre 2009, risultano essenzialmente dall’attività di intermediazione di banche convenzionate, dall’attività di altri mediatori creditizi da commissioni riconosciute a factors corrispondenti.

COMMISSIONI NETTE

(in migliaia di euro)

ESERCIZIO

VARIAZIONE

31.12.2010

 

31.12.2009

 

ASSOLUTA

%

 

 

Crediti di firma

(115)

(30)

(85)

283,3%

Servizi di gestione ed intermediazione

(149)

(100)

(49)

49,0%

Servizi di incasso e pagamento

1.076

882

194

22,0%

Servizi per operazioni di factoring

66.677

51.286

15.391

30,0%

Altri servizi

(645)

240

(885)

(368,8)%

Commissioni nette

66.844

 

52.278

 

14.566

27,9%

Le rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti sono risultate pari a 24.209 mila euro, rispetto ai 20.218 mila euro al 31 dicembre 2009 (+19,7%).

La rilevanza di tale posta deve essere letta nel contesto di mercato che l’ha generata, con forti condizionamenti da parte della congiuntura economica e diffuse difficoltà da parte delle imprese. Il costo del rischio connesso all’ attività creditizia è pari a 1,9% rispetto all’impiego medio sui crediti (2,1% anno precedente). Pur rimanendo lontani gli esercizi in cui il costo del credito aveva toccato livelli minimali rispetto agli impieghi, é auspicabile che questa voce possa ulteriormente migliorare anche nell’ esercizio 2011.

Il Gruppo Banca IFIS continua a tenere una posizione rigorosa nella valutazione degli attivi, posto anche le difficili condizioni economiche generali, rilevando con la massima tempestività le rettifiche a conto economico non appena ne ricorrano i presupposti.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita, pari a 235 mila euro si riferiscono all’adeguamento del valore a fair value di una partecipazione di minoranza detenuta in portafoglio.