L’andamento nel 2010. Venendo ai risultati quantitativi, è opportuno muovere dai numeri complessivi del comparto del factoring che sono cresciuti generalmente in modo vigoroso nel 2010. I dati relativi all’Italia nell’ultimo triennio, periodo di congiuntura fortemente negativa, espongono uno sviluppo del settore in termini di turnover che è degno di attenzione: si è passati dai 121 miliardi di euro registrati nel 2008 ai 135 miliardi di euro registrati nel 2010, segnando una crescita complessiva pari all’11%.

Le performance di lungo periodo di Banca IFIS hanno registrato un’evoluzione largamente superiore al mercato, esponendo sull’arco di un intero decennio tassi di crescita media annua ponderata pari al 23% per il volume dei crediti negoziati, pari al 22% per il Margine di Intermediazione, pari al 25% per il risultato di gestione, al 23% per l’utile netto.

Se è vero che questi tassi di crescita non sono impossibili per una startup o un intermediario creditizio di dimensione contenuta, come poteva essere considerata Banca IFIS all’alba del nuovo millennio, essi diventano progressivamente più significativi al crescere della dimensione, tanto più se realizzati per linee interne senza aggiungere crescita tramite acquisizioni o integrazioni.

Ed è quindi ancor più importante per Banca IFIS consegnare agli annali una crescita nei volumi del 39% proprio nel 2010, ennesimo straordinario anno.

I risultati del 2010. Vanno considerati all’interno dello scenario di mercato nel quale sono stati conseguiti. Alla già esposta crescita nei volumi dei crediti negoziati del 39% a 4,8 miliardi di euro è conseguito un margine di intermediazione aumentato del 16,9% a 94,4 milioni, per un rapporto tra Margine di Intermediazione e Volumi (Turnover) pari a 1,9%, uno dei migliori degli ultimi anni. La redditività è frutto pressoché esclusivo della capacità della Banca di generare profitti nel settore del finanziamento alle imprese; la marginalità un tempo generata esclusivamente dall’intervento a favore delle imprese di minore dimensione è oggi sostenuta anche dall’intervento nel comparto delle medie e grandi imprese interessate all’operatività sui crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La redditività è incisa dagli accantonamenti a fronte di rettifiche su crediti, che risultano incrementati del 20,9% a 24,4 milioni di euro. La rilevanza di tale posta deve essere letta nel contesto di mercato che l’ha generata, con forti condizionamenti da parte della congiuntura economica e diffuse difficoltà da parte delle imprese. Il costo derivante dalla qualità creditizia è pari a 1,9% rispetto all’impiego medio sui crediti. Pur rimanendo lontani gli esercizi in cui il costo del credito aveva toccato livelli minimali rispetto agli impieghi, é auspicabile che questa voce possa ulteriormente migliorare anche nell’ esercizio 2011.

Pur al netto delle rettifiche il risultato netto della gestione finanziaria è in crescita del 15,5% a 70,0 milioni di euro. La lettura integrata dell’incremento nella marginalità e della rilevanza delle rettifiche su crediti consente di affermare che pur in momenti difficili sotto il profilo della qualità degli attivi la Banca riesce a generare una redditività sufficiente ad ottenere una elevata e stabile generazione di profitto.

Incrementano in sostanziale coerenza con le previsioni le spese amministrative, sia alla voce spese per il personale (+16,9% a 25,2 milioni) sia alla voce altre spese amministrative (+14,8% a 13,9 milioni) per effetto del potenziamento della struttura della Banca prevalentemente nelle funzioni di valutazione e gestione del credito, raccolta retail, organizzazione, IT e servizi generali. In potenziamento anche le funzioni territoriali dedicate allo sviluppo delle relazioni con la clientela e alla gestione del rischio.

Variazione positiva anche per l’utile prima delle imposte (+15,0% a 29,9 milioni) mentre l’incremento dell’utile netto risulta, in linea con le previsioni, più contenuto (+8,2% a 18,6 milioni) per effetto della maggiore fiscalità gravante nell’esercizio sul reddito imponibile dell’Istituto. Si tratta comunque di un incremento importante rispetto al 2009, che può essere letto in termini di ROE al 10,9%, valore decisamente elevato in un contesto che vede il rendimento del capitale e delle riserve sceso sotto il 4% per i 5 maggiori gruppi bancari italiani.

Di rilievo la dinamica delle voci dello Stato Patrimoniale. L’attivo della Banca è rappresentato fondamentalmente da Crediti verso la clientela per le operazioni ordinarie poste in essere verso le imprese, incrementati del 26% a 1.571,6 milioni; da Attività finanziarie disponibili per la vendita quasi interamente costituite da titoli di stato e obbligazioni bancarie, rapidamente incrementate del 111,1% a 818,5 milioni; da crediti verso banche che si attestano a 228 milioni di euro, in aumento del 24,7%, composto prevalentemente da titoli obbligazionari bancari non quotati.

Tra le voci del passivo si evidenzia la crescita nella raccolta diretta: a fine esercizio la raccolta dalla clientela incide per il 52,2% sul totale della raccolta e unitamente al Patrimonio Netto copre l’impiego sulla clientela mentre le attività in titoli sono fronteggiate dalla raccolta interbancaria che passa al 15,8% e dall’utilizzo di operazioni di pronti contro termine che incide per il 32%.

Il rafforzamento del patrimonio della Banca, grazie al sostegno degli azionisti che hanno reso possibile l’aumento di capitale sociale ha permesso un forte incremento dei coefficienti di solvibilità e di solidità della Banca: il Core Tier 1 infatti passa da 9,2% nel 2009 a 11,5% a fine 2010.

Gli sviluppi dell’attività, realizzati e prospettici, non potevano e non possono prescindere dal potenziamento della struttura della Banca, che deve rispondere adeguatamente, con tempestività e qualità alle istanze del mercato.

Sotto questo specifico aspetto la Banca ha avviato programmi specifici volti allo sviluppo delle risorse e delle infrastrutture tecnologiche dedicate all’erogazione di servizi, all’analisi nel continuo del merito creditizio delle proprie controparti, alla gestione delle posizioni, alla comunicazione interna ed esterna.

Assume particolare rilievo l’investimento nel sistema di Customer Relationship Management, in avvio nelle prime settimane del 2011, che comporta la rielaborazione dei rapporti da un lato con i clienti e sotto un altro punto di vista con la struttura territoriale della Banca, a beneficio dell’immediatezza della relazione e della tracciabilità delle informazioni. L’obiettivo resta quello di consentire la circolazione delle informazioni e delle risposte alle istanze esterne ed interne il più rapido possibile.

Con lo stesso obiettivo di velocizzazione e qualità è stato definito il nuovo modello organizzativo della rete territoriale, che vede affiancare presso le filiali alla tradizionale funzione di sviluppo delle relazioni con la clientela una funzione di gestione autonoma e relazionata direttamente con la Direzione Generale con il compito di garantire la migliore qualità di servizio alla clientela e un puntuale e diretto monitoraggio del rischio di credito. Ciò comporta un elevato livello di autonomia nelle decisioni che comportano alcuni tipi di assunzione di rischio di credito e consentirà, una volta a regime, di avvicinare la decisione al cliente migliorando la qualità della risposta e riducendo gli errori.

Le prospettive per il 2011. Le attese per l’esercizio 2011 restano buone. E’ in corso una lenta ripresa nei tassi di interesse, cui non è estranea la pressione sul lato dei prezzi delle materie prime, potenziale focolaio di inflazione, contrastata però da un tasso di disoccupazione e da un utilizzo degli impianti ancora troppo contenuto per dare effetti significativi sulla variazione dei prezzi. La ripresa nei tassi consentirà un alleggerimento della pressione che grava sui conti economici delle banche che abbiano costruito su un modello di gestione “tradizionale” la loro operatività. La domanda di credito da parte delle imprese riceverà presumibilmente un impulso positivo dalla ripresa del prodotto interno, anche se non pare ipotizzabile una crescita particolarmente vigorosa.

Banca IFIS, forte della dotazione di patrimonio risultante dall’aumento di capitale effettuato nel 2010, potrà continuare a crescere in volumi e redditività in un contesto che potrà essere segnato ancora da alcune difficoltà sulla qualità creditizia.

Il 2011 sarà l’anno del perfezionamento dell’Offerta Pubblica di Acquisto di cui Banca IFIS si è fatta promotrice nei confronti del Gruppo Toscana Finanza. Per effetto dell’acquisizione già concordata con i soci di riferimento del Gruppo Toscana Finanza ed autorizzata dalla Banca d’ Italia a valle di un complesso processo valutativo, Banca IFIS integrerà un’attività, quella della gestione di crediti di difficile esigibilità, che presenta rilevanti aspetti sinergici rispetto all’area di intervento della Banca, buona redditività prospettica e interessanti prospettive di sviluppo. Le attività per il Gruppo Banca IFIS saranno intense e stimolante la ricaduta in termini operativi, di prodotto e sviluppo futuro.

Il 2010 che passa agli archivi consegna incertezze e rischi; ma anche importanti opportunità.

La Banca ha saputo raccogliere le sfide in tutti questi anni e, innovando e sviluppando, é stata capace di crescere rapidamente anche in questi tempi difficili, e ritiene di poter continuare a farlo.

Anche in una banca come Banca IFIS, ove la prudenza e la sana gestione rappresentano il primo punto di riferimento di ogni strategia, innovare è necessario. Perché se il mondo cambia così in fretta non può essere che il modo giusto per fare le cose sia sempre e ovunque uguale a se stesso.